“L’imitazione apostolica” – Meditazione alla Casa di Miriam per la preghiera serale di sabato 16 febbraio –

“L’imitazione apostolica” – Meditazione alla Casa di Miriam per la preghiera serale di sabato 16 febbraio –
 
 
Domandiamoci in questo giorno di sabato, quale coerenza esista in noi rispetto a Gesù Cristo. In molti modi possiamo essere illuminati rispetto a questo nostro autoconsulto. Il primo è anzitutto Cristo stesso, l’atto di infondere in noi, per via della coscienza, la sua parola di consiglio. Un atto che tuttavia, da parte nostra, quale termine referenziale della sua parola, necessita di un previo silenzio. L’ascolto ha bisogno dei suoi parametri strutturali per poter divenire fecondo. Per cui decidiamo qui, in questo nostro momento di comunione, di metterci in ascolto di Gesù. Vediamo tante cose in noi e fuori di noi che ci paiono dissonanti. Ascoltiamo Gesù che ce le indica nello spirito. Non mettiamo subito avanti delle repliche alla sua parola. Ascoltiamo prima sino in fondo la sua esposizione. Ha molte cose da darci. Tante quante neppure riusciamo a pensare, e tuttavia sempre sapientemente “dosate”, misurate a seconda della nostra capacità di ricezione. Non agitiamoci mai. Siamo in comunione, in dialogo con Gesù, non c’è da aver paura di niente: il mondo fuori può alzare la sua “voce”, ma non pretendere nulla a nostro riguardo. La nostra intimità con Gesù spezza ogni legame estrinseco alla pace e qualsiasi forza contraddittoria all’amore.
Ora Gesù è in noi. Ora sì, abbiamo avvertito il suo passaggio, il suo consiglio spirituale, la sua ammonizione, il suo discorso: dunque ci è dato, insieme a questa esperienza, di poter a nostra volta dire la nostra, volgere a lui una nostra interrogazione rispetto a noi stessi, alle difficoltà che sperimentiamo ogni giorno nell’essergli fedeli sino in fondo. Questo dialogo con lui è già luce. La pace già a suo modo regna in noi, prefigurando a sua volta nel nostro spirito quella che sarà la pace definitiva. Gesù si mostra spiritualmente in noi per anticipare se stesso nella sua manifestazione eterna, così come si dona sacramentalmente a noi nell’attesa della nostra eterna partecipazione a lui.
Il nostro discorso con Gesù in questa contemplazione viene allora a fecondare nuovi sviluppi, nuove intenzioni, nuove proposte. Gesù stesso suggerisce, dirige la comunicazione, purifica ciò che è nocivo ed aggiunge quanto neppure noi stessi sappiamo domandare. Siamo resi forti da questa comunicazione con il Maestro. E con facilità intellettiva vediamo quanto nella sua bontà ci indichi i suoi apostoli, i suoi discepoli, i suoi santi, quali strumenti di apprendimento della sequela cristiana. Il Vangelo quale referenza della loro economia storica. Gli Atti degli Apostoli come compendio del loro sacrificio. Le Lettere come esortazione e parenesi. Ci viene allora con forza indicata la sua stessa parola come sorgente, motore e forza della nostra vita cristiana, una parola sempre nuova e sempre identica capace di elevarci dalla nostra miseria.
Abbiamo gli strumenti per rialzarci. Non rimaniamo a riva quando possiamo prendere il largo. Con Cristo siamo forti. Ora gli offriamo questa nostra preghiera che lui ama molto, il Santo Rosario. Lo facciamo invocando prima il nostro consolatore, lo Spirito Santo.
Amen.
Ore 21,30 – INCONTRO DI PREGHIERA IN SEDE
 
Edizioni e Cenacolo La Casa di Miriam