Il Beato Faà di Bruno (gloria torinese) e la santa toscana Zita di Lucca

Zita di Lucca - Wikipedia

 

Il Beato Faà di Bruno (gloria torinese) e la santa toscana Zita di Lucca, venerata persino nella Divina Commedia – Incroci di storie di santità e carità:

Quando il Beato Faà di Bruno istituì l’opera di Santa Zita, nel 1859, pensò in cuor suo proprio alla Santa lucchese e, come scrive un autore, “diede il nome di quella Santa povera, umile ragazza di servizio che seppe salire la cima della perfezione cristiana, arrivando agli onori degli altari, vivendo per quarant’anni in casa di onesti padroni, e compiendo i più faticosi lavori”. Lo stesso beato torinese si era prodigato nella costruzione di una delle Chiese più significative della nostra città, la Chiesa appunto di “Nostra Signora del Suffragio e Santa Zita”. Il campanile, alto 83 metri, è una delle “altezze” più elevate della città di Torino. Ciò che ci interessa, tuttavia, è lo spirituale incrocio fra due santi che evidentemente il tempo storico non ha potuto presentare l’una all’altro, ma lo ha fatto la misericordia e la provvidenza di Dio, suscitando nella santa lucchese un encomiabile sforzo di carità verso i poveri che diversi secoli dopo, non con minore economia di intensità, è stato raccolto, testimoniato e prolungato dal Beato torinese. Gloria dunque a questi due santi della nostra Italia, insieme a tutta la comunione dei santi che in ogni tempo Cristo ha donato e prodotto nella sua Chiesa a gloria del suo nome e a manifestazione della sua grandezza. Amen

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