L’esperienza di una conoscenza trascendente di Gesù

L’esperienza di una conoscenza trascendente di Gesù

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Quando Gesù si rivela intensamente ad un cuore, la vita sulla terra cambia completamente prospettiva rispetto a ciò che era prima. Non è solo una questione di “conversione”, almeno non ci pare soltanto questo. Piuttosto, è una questione di abitazione di Gesù nel proprio cuore, con il suo corpo, sangue, anima e divinità, in modo tale che quando la coscienza si “sveglia” dinanzi a questa realtà – evidentemente soprannaturale – tutto ciò che sino a un istante prima la legava alla terra viene adesso svuotato, ripensato, totalmente modificato nel suo valore e nel suo interesse. Ci si avverte come avvolti in un amore infinito di cui non si è in alcun modo l’origine, e che sebbene ci si riconosce come totalmente indegni di esso, non si può fare a meno di percepirlo, di corrisponderlo come si può e di auspicare che non passi mai, ma che anzi divenga sempre più intenso, fino alla fusione in un’unica cosa con esso. Il mondo non ha più alcun interesse in quello che propone, il suo linguaggio è totalmente effimero dinanzi al linguaggio di Gesù, sicché se pure non si detesta il mondo secondo un principio personalistico (cioè inteso come “le persone del mondo”, che anzi si decide di amare proprio alla luce della conoscenza di Gesù), lo si avverte come molesto e nemico da un punto di vista teologico: non è cioè più nel mondo, in questo mondo, che si vuole vivere, ma in Gesù, con Gesù, dove lui è nella pienezza della sua essenza e che certo non è in questo mondo. Tutto dunque viene ad essere minimizzato di ciò che conta agli occhi del mondo. E persino il dolore, e addirittura la fine dei giorni sulla terra, nell’unione a Gesù divengono docili strumenti di vittoria, nella santificazione, sul male e sulla morte carnale. Gesù trasforma, infatti, le ceneri dell’esistenza mondana  – se l’uomo si lascia trasformare – in un’entità indicibilmente luminosa, sapiente, trascendente, eterna. Lo spirito umano, già qui, si sente avvolto in questa prospettiva e in un certo senso “incapsulato”, ingabbiato in questo mondo, dal quale freme di poter evadere per dimorare in eterno nella luce di Gesù. Amen

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam

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