Dal libro “CORSO DI MARIOLOGIA DELL’INTUIZIONE. DAL DOGMA ALL’ESISTENZA” – Vol. 1: La Maternità intuitiva – di Francesco G. Silletta

Dal libro “CORSO DI MARIOLOGIA DELL’INTUIZIONE. DAL DOGMA ALL’ESISTENZA” – Vol. 1: La Maternità intuitiva – di Francesco G. Silletta – Nelle librerie cattoliche e online o direttamente al 3405892741

Il grafico dell’autocoscienza filiale del soggetto intuitore alla luce del superamento delle opposizioni polari generatesi dalla consegna materno-filiale sotto la croce

Punto primo: Spiegazione delle lettere e delle figure che rappresentano

A.Gesù Cristo, intuito anzitutto come Figlio di Dio – Il Figlio di Maria – Colui che consegna la madre al discepolo amato – Il “polo Gesù”

B. La madre di Gesù – La donna a cui viene affidata la neo-maternità sul discepolo amato

C. Il soggetto intuitore

D. Il “polo-mondo”

E. Il discepolo amato – Il soggetto a cui si appella l’intuizione filiale del soggetto intuitore – Il soggetto storico a cui Gesù affida la madre

Punto secondo:

Spiegazione delle opposizioni e degli atti intuitivi

Ogni intuizione ed ogni opposizione hanno come riferimento e/o superamento Gesù, da noi “fittiziamente” denominato come “polo-Gesù”

  1. Il soggetto intuitore (C.) intuisce anzitutto l’uomo crocifisso in quanto Figlio di Dio.
  2. Gesù (A.)consegna sua madre (B.) al discepolo amato (E.). Larelazione ivi istituita non viene in un primo tempo accolta dall’opposizione dellostesso soggetto intuitore (C.) alla luce della sua appartenenza al polo-mondo (D.) che in generale rifiuta la messianicità di Gesù.
  3. Contemplando l’uomo sulla Croce, il soggetto (C.) intuisce la verità di una maternità meta-biologica di Maria alla luce della parola di conoscenza di Gesù riferita in Mt 12,50. La maternità di Maria consegnata da Gesù (A.), viene allora “espansa” a un livello successivo, meta-biologico, ma rimanendo in uno stadio ancora soltanto fenomenologico di significato: Maria “potrebbe” essere madre (nella coscienza del soggetto C.), ma ancora ad un livello solamente estrinseco al soggetto.
  4. Superando l’opposizione del polo-mondo (D.) rispetto alla maternità nel solo senso biologico (“Costui non è il figlio di Maria?”), il soggetto intuitore (C.) si separa dal polo-mondo ed aderisce al polo-Gesù (A.).
  5. La testimonianza della presenza storica sotto la croce del discepolo amato (E.) e della sua madre naturale, Salome, è per il soggetto (C.) ragione intuitiva di una credibilità intrinseca alla parola di consegna di Gesù (A.) a riguardo della maternità di Maria (B.). Il soggetto intuisce l’assunzione, in questa stessa maternità, dei vincoli materni più intimi che legano una madre ad un figlio. Passaggio di comprensione dalla maternità fenomenologica alla maternità ontologica di Maria (B.).
  6. Il soggetto (C.) intuisce nella maternità di Maria (B.), donata dal Figlio crocifisso, la presenza del Figlio stesso: è l’intuizione di sé come figlio reale di Maria (autocoscienza filiale).                  

Francesco G. Silletta –

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