Sul ricordarsi di Dio “solo nel bisogno”

 
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Se uno prega solo quando ha bisogno di qualcosa di urgente, sa da se stesso che è come una persona opportunista, che si ricorda di un’altra persona soltanto quando da quella possa trarre un’utilità immediata. Ora, non è detto che la magnanimità di quell’altra persona possa concedere ugualmente, all’altro, quanto gli occorre, nonostante la sua manifesta viltà. Tuttavia, anche dopo l’ottenimento di quanto richiesto – anzi, tanto più alla luce di esso – quel soggetto rimane viziato nella propria condotta, sia in quanto alla forma di domandare qualche cosa, sia in quanto all’averla ricevuta. In un duplice modo, quindi, quella persona dovrà correggere se stessa, per non essere sottoposta ad uno sconveniente giudizio: l’aver supplicato qualcuno unicamente per necessità propria e senza alcun riguardo verso di lui, e l’aver ottenuto da lui un dono che – per la misericordia con la quale è stato elargito – richiede a sua volta un giudizio più grande nei confronti del ricevente.
Per questo non ricordiamoci di Dio solo nel bisogno, poiché lui in senso proprio non ha alcun bisogno di noi, e pertanto, se dovesse ricordarsi di noi “solo nel bisogno”, non dovrebbe ricordarsi mai di noi. Amen
Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam
Con Cenacolo 24h
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