“L’adozione a figli”: osservazioni da uno studio di Romano Penna –

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“L’adozione a figli”: osservazioni da uno studio di Romano Penna –
Nel versetto 6 del quarto capitolo della lettera ai Galati, l’Apostolo usa l’espressione greca “hyiothesía”, comunemente tradotta con “adozione a figli”. Questo termine è assolutamente raro nel Nuovo Testamento e compare unicamente negli lettere di Paolo, in tutto 5 volte (Rm 8,15.23; 9,4; Gal 4,5; Ef 1,5). Come osserva l’esegeta Romano Penna, ciò che con questo termine Paolo intende è una filiazione non naturale, ma adottiva (spettando quella “naturale” unicamente a Cristo): questa espressione “mette in rilievo l’assoluta gratuità dell’atto divino, che non si fonda su alcun diritto umano, e in più comporta il carattere indiretto della figliolanza conseguita” (R. Penna, Essere cristiani secondo Paolo, Marietti, Casale Monferrato 1979, p. 49).
Il termine greco è un termine composto da due termini: da una parte il sostantivo “hyiós” (cioè “figlio”), dall’altra il verbo “tithémi”, che significa “collocare, porre, stabilire, fissare, ecc.”
Nella sua composizione, il termine dà appunto il senso di una “filiazione adottiva”, sistemata, acquisita o, come dice appunto R. Penna, “assunta”.
In tal senso il nostro essere “figli di Dio” non può mai letterariamente, né teologicamente, essere inteso in maniera identica a quella con la quale si parla della filiazione di Gesù. Essa è infatti una filiazione propria, “naturale”, mentre la nostra dipende da questa in riferimento al suo essere appunto “adottiva”.
In un’altra lettera – la lettera ai Romani – lo stesso Paolo sottolinea come sia per mezzo dello Spirito Santo ad attestare in noi questa filiazione (Rm 8,16), la quale tuttavia ha un disegno nei nostri riguardi di “predestinazione”, come afferma invece nella lettera agli Efesini: “Predestinandoci (il Padre) ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo” (Ef 1,5)
Il versetto della lettera di Galati di 4,5 diviene allora assolutamente significativo, nella sua semantica, attraverso l’uso di questo termine, “adozione” (“hyiothesía”) riferito alla nostra filiazione: “Per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”.
Inserita in questo contesto letterario, infatti, l’adozione di cui Paolo sta parlano è indissolubilmente connessa alla venuta nel mondo del Figlio di Dio, “nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge” (Gal 4,4-5). Al di fuori del concetto di incarnazione del Figlio, infatti, l’adozione a figli non riceve alcuna sostanza verbale, cioè non ha alcun senso teologico.
Amen
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