Padre Pio e il Diavolo

Padre Pio 1

Dal libro “Padre Pio e il Diavolo” – Padre Gabriele Amorth racconta

(A cura di Marco Tosatti, pp. 39-42, Ed. Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 2003, pp. 39-43).

In un’altra occasione mantenendo la promessa fatta, padre Agostino scrisse in greco, nell’ingenua speranza che Satana non conoscesse quella lingua (dimenticava evidentemente che la glossolalia è uno dei possibili indizi di presenza diabolica in una persona); però neanche Padre Pio conosceva il greco, e rivelò all’arciprete che gli aveva spiegato tutto il suo Angelo Custode, come il parroco testimonia: “Attesto io qui sottoscritto arciprete di Pietrelcina, sotto la santità del giuramento, che Padre Pio, dopo ricevuta la presente me ne spiegò letteralmente il contenuto. Interrogato da me come avesse potuto leggerla e spiegarla non conoscendo neppure l’alfabeto greco, mi rispose: “Lo sapete! L’Angelo Custode mi ha spiegato tutto”.

Era un momento molto duro, quello per il giovane cappuccino; che, fra l’altro, sembrava convinto di essere molto vicino alla fine della sua esistenza terrena. Dalle lettere di questo periodo ci rendiamo conto di una co-presenza di vessazioni e di malesseri fisici; non si può escludere che anch’essi possano venire attribuiti a un’opera di influenza diabolica. Scrive fra il dicembre 1912, e il gennaio 1913, Padre Pio:

“[…] Quei cosacci cercano di tormentarmi in tutte le guise; ne muovo per questo lagnanze a Gesù e sento che mi va ripetendo: “Coraggio, ché dopo la battaglia viene la pace”. Son pronto a tutto, pur di fare la sua volontà. Pregate solo, ve ne supplico, che quest’altro po’ di vita che mi resterà lo spenda a sua gloria e che lo faccia scorrere, questo tempo, a quella guisa che si propaga la luce”.

E ancora:

“Gesù oltre la prova dei timori e tremori spirituali con qualche aroma di desolazione, va aggiungendo anche quella lunga e varia prova del malessere fisico, servendosi a questo fine di quei bruti cosacci: state a sentire quello che ebbi a soffrire poche sere fa da quegli impuri apostati. Era già notte avanzata, incominciarono il loro assalto con rumore indiavolato, e sebbene nulla vedessi in principio, capii però da chi era prodotto questo sì strano rumore; e tutt’altro che spaventarmi mi preparai alla pugna con un beffardo sorriso sulle labbra verso costoro. Allora sì che mi si presentarono sotto le più abominevoli forme e per farmi prevaricare cominciarono a trattarmi in guanti gialli; ma grazie al cielo li strigliai per bene, trattandoli per quello che valgono. E allorché videro andare in fumo i loro sforzi, mi si avventarono addosso, mi gittarono a terra, e mi bussarono forte forte, buttando per aria guanciali, libri, sedie, emettendo in pari tempo gridi disperati e pronunziando parole estremamente sporche. Fortuna che le stanze vicine e anche sotto la stanza dove io mi trovo sono disabitate. Ne mossi lagnanza all’angiolino, e questi dopo avermi fatto una bella predichina, soggiunse: “Ringrazia Gesù che ti tratta da eletto a seguire lui da vicino per l’erta del Calvario … Credi tu forse che sarei così contento, se non ti vedessi così sbattuto? … Gesù permette questi assalti al demonio, perché la sua pietà ti rende caro a sé e vuole che tu lo rassomigli nelle angosce del deserto, dell’orto e della croce. Tu difenditi, allontana sempre e disprezza le maligne insinuazioni e dove le tue forze non potranno arrivare non ti affliggere, diletto del mio cuore, io sono vicino a te”.

Padre Pio III

Ma erano veramente disabitati i dintorni della “Torretta” dove il fraticello, sulla scia di molti altri santi ed eremiti della storia cristiana, compiva il suo tragitto nel deserto? Scrive a questo a proposito Padre Geraldo Saldutto, che ha compiuto una preziosa serie di interviste in loco, fra i compaesani: “Talvolta il fracasso di quelle lotte misteriose era talmente forte da svegliare la gente del vicinato, che all’una o alle due di notte usciva di casa per vedere quel che stava succedendo lassù. Commuove la preoccupazione amorosa della madre di Padre Pio, mamma Peppa, che ogni mattina veniva alla stanza del figlio per vedere come stava e trovava tutto buttato per aria: materasso, sedia, letto, e lui così sconvolto e stremato che quasi non riusciva a parlare. E allora gli chiedeva straziata: “Figlio mio, come puoi tirare avanti?”; e lui la consolava e le diceva di non preoccuparsi, che c’era sempre accanto a lui la Madonna che gli dava forza e lo aiutava”.

Il fratello Michele, anni dopo, raccontava che dopo la definitiva partenza di Padre Pio da Pietrelcina, prima per Foggia e poi per San Giovanni Rotondo, dalla “Torretta” si continuavano a sentire rumori terribili e agghiaccianti. Il maligno era in agguato in attesa del ritorno del Padre, che però, dopo l’ultima visita del 1916, non fece più ritorno. Quando Michele riferì la cosa al fratello, lui gli consigliò di chiamare un sacerdote per far benedire la casa, perché quei “cosacci” ancora non se n’erano andati. Michele Forgione fece allora esorcizzare la stanza e finalmente cessarono i rumori, il lancio e la distruzione degli oggetti. Questi strani episodi confermarono a tutti che il giovane Cappuccino era realmente tormentato e ostacolato nella sua missione dal diavolo, che sembrava soprattutto interessato, in questo periodo, a troncare i legami fra Padre Pio e i suoi direttori spirituali. Probabilmente, avanziamo noi come ipotesi, per poter rendere più efficace gli attacchi successivi, e che continuarono molto a lungo, delle tentazioni e del dubbio.

Scrive l’abitante della “Torretta” il 1° febbraio 1913:

“Quei cosacci ultimamente nel ricevere la vostra lettera prima di aprirla mi dissero di strapparla ovvero l’avessi buttata nel fuoco. Se ciò facevo si sarebbero ritirati per sempre, e non mi avrebbero più molestato. Io me ne stetti muto, senza dar loro risposta alcuna, pur disprezzandoli in cuor mio. Allora soggiunsero: “Noi questo lo vogliamo semplicemente come una condizione per la nostra ritirata. Tu nel far questo non lo fai come disprezzo a qualcuno”. Risposi loro che nulla sarebbe valso a smuovermi dal mio proposito. Mi si scagliarono addosso come tante tigri affamate, maledicendomi e minacciandomi che me lo avrebbero fatto pagare. Padre mio, hanno mantenuto la parola! Da quel giorno mi hanno quotidianamente percosso. Ma non mi atterrisco, non ho io in Gesù un padre? Non è vero che sarò sempre figlio suo?”

Stupisce la fisicità degli attacchi: anche se è proprio in quel periodo che Padre Pio comincia a esprimere in maniera chiara che la sua personale battaglia rientra nel grande affresco di una lotta nata subito dopo la creazione.

“Babbo carissimo, io mi trovo assai contento. Gesù non cessa di volermi bene, anche contro ogni mio demerito, perché non cessa di farmi affliggere di più da quei brutti ceffoni. Oramai sono sonati ventidue giorni continui che Gesù permette a costoro di sfogare la loro ira su di me. Il mio corpo, Padre mio, è tutto ammaccato per le tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici Più di una volta sono giunti a togliermi perfino la camicia e a percuotermi in tale stato. Ora ditemi, non è stato forse Gesù che mi ha aiutato in questi sì tristi momenti in cui, sì privo di tutti, i demoni mi hanno cercato di distruggermi e perdermi? Aggiungete ancora che anche dopo che si sono allontanati, sono rimasto svestito per molto tempo, perché impotente a muovermi, con questa stagione sì rigida. Quanti malanni avrebbero dovuto scatenarsi su di me, se il nostro dolcissimo Gesù non mi avesse aiutato! Ignoro quello che mi accadrà; so soltanto però una sola cosa, con certezza, che il Signore non verrà mai meno nelle sue promesse: “Non temere, io ti farò soffrire, ma te ne darò anche la forza”, mi va ripetendo Gesù: “Desidero che l’anima tua con quotidiano e occulto martirio sia purificata e provata; non ti spaventare se io permetto al demonio di tormentarti, al mondo di disgustarti, alle persone a te più care di affliggerti, perché niente prevarrà contro coloro che gemono sotto la croce per amor mio e che io mi sono adoperato per proteggerli!” (Pietrelcina, 13 febbraio 1913).

Fonte: La Casa di Miriam Torino


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