L’umanità di Gesù che ha vinto Satana

L’umanità di Gesù che ha vinto Satana

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Troppo semplice, teologicamente, dire che siccome Gesù era Figlio di Dio, è stato impossibile che Satana lo vincesse con le sue tentazioni. Chi è astuto come Satana, infatti – e solo Dio stesso gli è superiore da questo punto di vista – non si mette certo a tentare Dio (cosa che fanno tanti uomini, che astuti non sono affatto, anche se pensano di esserlo). Tutto di male si può dire di Satana, ma non che sia stupido. E infatti nelle sue tentazioni, come ce le riporta Matteo, quando si avvicina a Gesù nel deserto (un Gesù umanamente stanchissimo e provato dal lungo digiuno e quindi – come sottolinea il Guardini – debole anche nell’umano riflesso), non va certo ad attaccare la natura divina di Gesù, che sa benissimo di non poter in alcun modo mettere alla prova; piuttosto, è quell’umanità assunta dal Figlio di Dio che egli – nella sua indicibile superbia, crede di poter testare.

E il comportamento di Gesù – anche se l’evangelista Matteo certamente “sintetizza” di molto ciò che Satana gli ha proposto, riducendo a tre – specifiche e dirette – le tentazioni da lui poste, è tutto da analizzare da un punto di vista della sua umanità. Non è infatti un paradosso o un assurdo dire che Gesù, umanamente, non abbia interloquito affatto con Satana: egli gli ha sì risposto, ma unicamente citandogli la Parola di Dio (tre testi del Deuteronomio corrispettivi alle tre tentazioni ricevute). Ma di “umano” non vi è nulla nella replica di Gesù al tentatore. Gesù – che è Dio – fa umanamente parlare la Parola di Dio per cacciare Satana, e soltanto quella come invincibile metodo. Ma di umano, di ciò che umanamente sarebbe potuto uscire dalla sua bocca, Gesù non dice assolutamente alcunché a Satana: non interloquisce con lui, lo ignora nella sua voce, nel suo viscido parlare, e si appoggia unicamente a Dio. Così dovremmo sempre fare anche noi. La Parola di Dio, mai la nostra (anche quando fosse santa e pura) è l’unico potere che abbiamo dinanzi alle continue proposte di Satana.

In tal senso, bisogna sottolineare la decisissima volontà “umana” di Gesù di non ascoltare le tentazioni di Satana, anche quando queste apparivano come convenienti, come nel caso del pane dopo tanti giorni di digiuno. Gesù non ha voluto peccare contro il Padre, non ha voluto ascoltare Satana cedendo a lui se stesso. Non ha voluto! Fin quando questa volontà “negativa”, totalmente e assolutamente “negativa” di ascolto, di adesione e di compiacenza alle proposte suadenti del tentatore non viene teologicamente applicata al Figlio di Dio incarnato, allora questi rimarrà sempre “imbalsamato” in una coloritura fredda e monotona, come colui che, essendo Dio, non poteva peccare. Meglio dire: non ha voluto, non ha mai voluto cedere la sua umanità, non solo nel deserto, non solo al Getsemani, ma mai in tutta la sua vita terrena, alle lusinghe di Satana, che per questo è stato sconfitto non solo da Dio, ma anche dall’Uomo, in Gesù Cristo. Amen

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