Traduzione e tradimento

Traduzione e tradimento

MR

(di Francesco G. Silletta – Dalle”Meditazioni sulla fede” –

Incontri di preghiera mensile in Chiesa con il gruppo “La Casa di Miriam Torino”)

“Se dobbiamo leggere e credere nel Vangelo, almeno che sia tradotto fedelmente, che non si rinvengano anche lì i condizionamenti personali di pensiero o peggio “di partito” ecclesiale di determinati traduttori e biblisti.
Penso ad esempio al versetto 1,13 di Giovanni, la cui traduzione comune tanto faceva scalpitare il de la Potterie e che di fatto, se tradotto secondo la proposta del biblista belga, costituirebbe una prova testuale del concepimento verginale di Gesù; oppure al versetto “fatidico” delle nozze di Cana, Gv 2,4, dove talvolta viene propinata una assurda opposizione materno-filiale fra Gesù e la madre in seno alla venuta dell’ora; o ancora, al famoso versetto in cui Gesù ammonisce Tommaso, che per come viene tradotto, neppure suona più come un reale ammonimento (tanto che certi preti a Messa non lo definiscono tale), cioè Gv 20,29. O ancora al racconto dell’annunciazione di Luca, dove in particolare, al versetto 1,35, viene “volutamente” oscurata la rivelazione angelica della verginità nel parto di Maria (“Colui che nascerà sarà santo”, anziché dire: “Colui che nascerà santo…”, dove muta il senso della frase angelica). Anche il triplice interrogatorio di Gesù a Pietro, nel contesto della sua riabilitazione dopo il diniego, è molto perfettibile, dal momento che ad esempio in 21,17b si traduce: “Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?”, laddove, invece, si dovrebbe più onestamente tradurre: “La terza volta”, non “per la terza volta”, dal momento che le due precedenti volte era totalmente diverso il senso dell’interrogazione di Gesù ed i verbi ivi utilizzati fossero appunto distinti da quello usato “la terza volta” per interrogare Pietro.
Sarebbe interminabile la lista di “equivoci” di traduzione volontariamente inseriti in quella traduzione cui la stragrande maggioranza dei fedeli si affida sinceramente per la propria crescita spirituale.
Vero è che traduzione è sempre tradimento: tuttavia si potrebbe quantomeno mettere da parte determinati orientamenti personali volti a far passare come “rivelato” un determinato convincimento personale.
(Francesco G. Silletta – “Meditazioni sulla fede” – Incontri di preghiera mensile in Chiesa – Gruppo La Casa di Miriam Torino)
(Nella foto: Dyce William, Madonna and Child)
 
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