La collegialità

La collegialità

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[Dal libro di Giovanni Paolo II (Santo), Alzatevi, andiamo!, Mondadori, Milano 2004, pp. 122-123]

“Conviene riandare con il pensiero agli inizi.

Per volontà del nostro Signore e Maestro venne istituito l’ufficio apostolico. La comunità di quelli che Egli volle (cfr. Mc 3,13) cresceva intorno a Lui. Al suo interno si formavano e si approfondivano le personalità dei singoli membri, a cominciare da Simon Pietro. In questo collegio di discepoli e di amici di Cristo viene introdotto ogni nuovo vescovo, mediante la chiamata e la consacrazione. Il collegio! La partecipazione a questa comunità di fede, di testimonianza, di amore e di responsabilità è il dono che riceviamo insieme alla chiamata e alla consacrazione. Come è grande questo dono!

Per ciascuno di noi vescovi la presenza degli altri costituisce un sostegno che si esprime mediante il legame della preghiera e del ministero, mediante la testimonianza e la condivisione dei frutti del lavoro pastorale. […] Desidero tanto che ciò che la grazia di Dio opera mediante il cuore, la mente e le mani di ciascuno di loro sia conosciuto e caro a tutti. L’odierna facilità di comunicazione rende possibili incontri più frequenti e fruttuosi. Ciò mette in grado tutti noi, vescovi della Chiesa cattolica, di cercare le vie per rafforzare la collegialità episcopale, anche attraverso una fattiva collaborazione nelle Conferenze episcopali e uno scambio di esperienze nella grande famiglia della Chiesa in tutto il mondo. Se i vescovi si incontrano tra loro e si confidano le loro gioie e le loro preoccupazioni, ciò sicuramente li aiuta a conservare quella “spiritualità di comunione” di cui ho scritto nella Lettera Apostolica Novo millennio ineunte (cfr. nn. 43-45)”.