Sulla festa di S. Giovanni Apostolo – del 27 dicembre

Sulla festa di S. Giovanni Apostolo – del 27 dicembre
A conclusione di questa giornata di meditazione e preghiera alla Casa di Miriam 
 
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Solo due piccole osservazioni al termine di questa meravigliosa ricorrenza del 27 dicembre, san Giovanni Apostolo. Durante la celebrazione eucaristica, un sacerdote si domandava in che modo, propriamente, Gesù “lo amasse”, dal momento che tutti sono amati da Gesù. San Tommaso forse gli risponderebbe come fa nel suo “Commento al Vangelo di S. Giovanni” in riferimento a tal riguardo, citando un versetto tratto dal libro dei Proverbi: “Io amo chi mi ama” (8,17). La singolarità di san Giovanni, quindi, più che non in ciò che lo stesso celebrante sembrava intravedere, cioè la sua giovane età, desta “amore particolare” al cuore di Gesù per la sua capacità di recezione dell’amore stesso del Maestro, a sua volta generante una capacità di “restituzione” del medesimo amore.
In secondo luogo, si sottolinea spesso che dei Dodici, l’unico a non subire il martirio (a parte Giuda Iscariota, il cui epilogo tutti conosciamo), sia stato appunto Giovanni. In realtà ciò è vero solo da un punto di vista della forma “carnale” del martirio. Considerato infatti dal punto di vista dello spirito, Giovanni ha subito il più grande dei martiri rispetto a tutti gli altri apostoli: la partecipazione visiva e diretta della morte dell’amato Signore, nonché della passione vivente di sua madre Maria. Ivi ciò che il cuore purissimo di Giovanni sperimentò, in termini appunto di martirio spirituale, non ha eguali nel consorzio apostolico.
Cerchiamo allora, per chi lo vuole, di accostarci ogni giorno di più, nel nostro cammino di sequela del Maestro, a questa straordinaria figura apostolica. Come? Attraverso la lettura frequente dei suoi scritti (Quarto Vangelo, Lettere, Apocalisse), attraverso delle ricerche storiche e teologiche sulla sua persona, ma soprattutto attraverso la preghiera, essendo egli un potentissimo intercessore contro Satana e gli spiriti impuri (basti pensare che fu colui al quale il Maestro rivelò singolarmente il nome del traditore e venne a trovarsi a tavola insieme a lui).
Amen.
(Per un approfondimento teologico: “Amato perché amante. Il Discepolo Amato come personaggio in migrazione” – di Francesco G. Silletta – Edizioni La Casa di Miriam – Nelle librerie cattoliche – Tel. 3405892741)
 
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