Max Thurian – La madre del Signore (un estratto)

When Jesus Turned Water into Wine - Jesus.Christ.org

È difficile trovare una via esatta per l’interpretazione, attraverso le innumerevoli esegesi del racconto di Cana, proposte nel corso della Tradizione; il nostro silenzio su alcune di esse, che non discuteremo, non significherà che le escludiamo; non è nostro compito fare qui la storia di queste diverse spiegazioni, che spesso d’altronde si completano. Vogliamo semplicemente seguire questo testo molto ricco e molto importante, scegliendo le soluzioni che ci sembrano le meno azzardate e le più verosimili, e che chiariscono la vocazione di Maria.  […]

“Poi, il terzo giorno, vi furono delle nozze a Cana di Galilea; e la madre di Gesù era lì. Furono invitati alle nozze anche Gesù ed i suoi discepoli” (Gv 2,1-2)

Bisogna anzitutto collocare questo racconto nel piano del Vangelo di Giovanni: esso è costruito su di un piano liturgico. Gesù sviluppa la sua missione in occasione delle feste liturgiche d’Israele e sul loro simbolismo fonda il suo insegnamento. D’altra parte la missione messianica di Gesù consiste nel compiere dei segni, che manifestano la Gloria venuta tra gli uomini per innalzarvi il suo Tabernacolo.

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Alla luce di questo piano possiamo notare che il primo segno di Cana si colloca al termine della settimana inaugurale del ministero di Gesù e proprio alla vigilia della Prima Pasqua, durante la quale egli purificherà il Tempio e predirà la resurrezione del suo corpo, il nuovo Tempio (2,13-25); dopo di che darà il suo insegnamento a Nicodemo sulla nuova nascita per mezzo dell’acqua e dello Spirito (3,1-21); poi alla Samaritana sul nuovo culto nello Spirito e nella Verità (4,1-42);ma tra l’uno e l’altro di questi due discorsi, Giovanni Battista indicherà Cristo come lo Sposo della Sposa, della comunità messianica, della Chiesa (3,22-36).

Infine, rientrato in Galilea, Gesù compirà il secondo segno di Cana: la guarigione del figlio del funzionario reale (4,43-45). La settimana di passione, precedente l’ultima Pasqua, si concluderà con la manifestazione ultima della gloria del Messia, così come Cana, al termine della prima settimana, era stata la prima manifestazione di questa gloria.

Così il Vangelo è costruito sul piano di sei feste liturgiche: tre Pasque, una Pentecoste (probabilmente), una festa dei Tabernacoli ed una festa della dedicazione, con tre settimane principali: la settimana inaugurale e la settimana di passione, che si concludono entrambe con la manifestazione della gloria del Cristo, ed infine la settimana finale delle apparizioni del Risorto.

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“Il terzo giorno vi furono delle nozze a Cana di Galilea”. La menzione precisa dei giorni, per l’inizio del ministero di Gesù, rivela una successione di sette giorni che costituiscono la settimana inaugurale del Vangelo.

L’impossibilità degli spostamenti nel paese, richiesti da tale rapida successione indica che non bisogna attenersi al significato cronologico esatto di questa “settimana”, ma molto più al suo significato teologico. L’evangelista teologo ha voluto dare un significato mistico a questa “settimana” inaugurale di sette “giorni”. I tre “l’indomani” (1,29, 35, 43), la menzione precisa del “terzo giorno” dopo il quarto (2,1), significano una successione di giorni simbolici, che ricordano i sette giorni della creazione. Il prologo dell’evangelo inizia come la Genesi: “In principio (en arché); l’inizio del ministero di Cristo si svolge, come la creazione, in una settimana simbolica. L’evangelista vuole mettere in evidenza che la salvezza messianica è una nuova creazione nel Cristo, Verbo che era al principio, da cui tutto fu creato (1,1-3) e che si è fatto carne (1,14). L’autore sacerdotale del primo racconto della creazione aveva costruito il suo piano distribuito su sei giorni simbolici, per dimostrare l’origine divina del settimo giorno, quale giorno di riposo per Dio; parimenti Giovanni colloca gli avvenimenti della nuova creazione in una settimana, il cui settimo giorno coincide con le nozze di Cana, dove Gesù compì il primo segno della sua messianicità; in una settimana simbolica Cristo pose i fondamenti della creazione nuova, della comunità messianica, della Chiesa, chiamando ad uno ad uno coloro che saranno le colonne di questo nuovo edificio, gli apostoli; poi, il settimo giorno, simbolo del riposo finale, egli prende parte alla gioia delle nozze di Cana, che simbolizzano e prefigurano le nozze escatologiche di Dio col suo popolo, il banchetto del Regno, e manifesta la sua gloria con il primo segno della sua natura di Figlio di Dio. […]

Max Thurian,  “Marie Mère du Seigneur figure de l’Èglise (1963), tr. it. “Maria Madre del Signore immagine della Chiesa”, Morcelliana, Brescia 1969, 3.Edizione, pp. 133-136

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