Se uno vuole in piena coscienza ereditare l’inferno…

Se uno vuole in piena coscienza ereditare l’inferno, nonostante l’infinito amore di Cristo, chi ha il diritto – fra certi predicatori – di farlo riposare tra i beati di Dio?

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Nessuno mandi in Paradiso – dove nulla di impuro ha una partecipazione possibile – colui che coscientemente vuole andare all’inferno, non concepito qui come un teorema teologico ma con cognizione conscia di quale entità esperienziale esso costituisca. Egli infatti preferisce, intuitivamente, qualsiasi pena possibile (che la coscienza dell’inferno gli anticipa in terra) alla beatitudine della misericordia di Cristo – che per la condizione di degrado della sua anima costituisce – anche qui intuitivamente – una pena maggiore dell’inferno stesso evocato dalla sua coscienza: accettare la misericordia di Cristo, quando si ha in odio Cristo stesso, appare soggettivamente come una pena peggiore dell’inferno possibile.

Non sono dunque gli uomini che possono cancellare – postulandola come arbitraria – la mondissima ed indefettibile condizione di libertà con cui – a sua immagine – Dio ha creato l’uomo, lasciando che l’eredità di beatitudine da lui promessa, e meritata per l’uomo stesso dai patimenti di Cristo – dipendesse nella sua acquisizione dalla volontà umana di beneficiarne in eterno, aderendo alla sua parola, oppure no, abbandonandola come una meta ritenuta un disvalore esistenziale ed una perdita di senso vitale.

Ogni sforzo divino di conversione del cuore non può mai intaccare la libera volontà del soggetto di aderire ad essa e all’esigenza etica ad essa intrinseca. Questo significherebbe da parte di Dio violare in modo coartato la propria immagine di sé (l’uomo) e boicottarne la dignità ed il diritto ad essa intrinseci.

E dunque ecco l’inferno come possibilità terminale dell’esistenza umana, il quale è tuttavia un orizzonte possibile solo per una libertà soggettiva consegnantesi ad esso volontariamente e deliberatamente.

Se dunque uno vuole acquisire per se stesso l’inferno- con la propria ripugnanza a Cristo – chi possiede mai il diritto – fra gli uomini – di farlo riposare in eterno tra i beati di Dio, alterando indebitamente la natura della sua libera scelta?

Amen

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam

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