Meditazione per la serata notturna di preghiera alla Casa di Miriam (ore 23,00)

Meditazione per la serata notturna di preghiera alla Casa di Miriam (ore 23,00):

La sera tardi può rivelarsi un momento propizio per una meditazione profonda e concentrata, libera dagli affanni e dai pensieri del giorno. Non sempre, infatti, “alla sera sopraggiunge il pianto, e al mattino ecco la gioia”: talvolta può essere inverso il ciclo delle emozioni rapportate al giorno.
Ora decidiamo di liberarci da tutto ciò che non sia il cuore di Gesù. Tutto ciò che non è riferibile al suo cuore, allontaniamolo da noi con un deciso atto di volontà. Entriamo dentro il mistero del cuore del Dio fatto uomo, che in questo momento brama di comunicarsi a noi con la forza del suo amore. In particolare oggi pensiamo al cuore di Gesù in quanto sofferente. La sofferenza è un sentimento che si trasmette anche a chi non lo vive direttamente: tanto più la sofferenza di qualcuno che soffre per noi, al posto nostro.
Entriamo allora in questo mistero.
Chiudiamo la porta, lasciamo il mondo fuori da noi. Ed incominciamo invocando lo Spirito Santo, perché ci accompagni in questa meditazione.
L’evangelista Marco scrive: “(I soldati) lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo” (Mc 15,17).
Non occorre andare oltre per questa sera. Questo versetto è sufficiente a farci entrare in comunione con Gesù nell’ordine della sua sofferenza patita per noi. Dinanzi a noi abbiamo un Cristo umiliato e percosso, eppure si tratta di un re. La porpora e la corona vogliono esprimere, anche se in termini irriverenti, questa sua regalità. Il Re soffre. Il Re è umiliato e percosso. A breve morirà. Gesù si lascia fare, è a suo modo consenziente. Come profetizza Isaia, non apre bocca, si lascia fare. La redenzione dell’uomo passa da questa sofferenza regale. La liberazione del peccato ha bisogno di questa umiliazione. Noi siamo chiamati però a prendervi parte, pur in modo spirituale e non direttamente a nostra volta carnale.
Cerchiamo qui, in questa nostra preghiera, di consolare Gesù per quel dolore. La scena di Marco presuppone una sua assoluta solitudine di ordine spirituale in quel contesto. La presenza di quei soldati non si può infatti certo definire una presenza di relazione, una consolazione per lui. Anzi, è da lì che viene manifestata l’assunzione del male.
Per questo cerchiamo di esserci almeno noi, ora, là assieme a lui. Pensiamo quanta amarezza nel suo cuore. Quanto dolore. Un cuore purissimo offeso proporzionatamente alla sua purezza; un cuore dolcissimo umiliato nella misura della sua dolcezza. E quelle spine sul capo. Ivi tutte le nostre malattie psichiche, i nostri pensieri dolorosi, le nostre immaginazioni, memorie, proiezioni, elucubrazioni mentali disordinate e superbe trovano la loro espiazione sacrificale. Il sangue sul capo del re è la purificazione del capo dei servi.
Passiamo allora a stendere una relazione fra il cuore ed il sangue di Gesù. Possiamo farlo pensando al rapporto umano fra cuore e sangue. Entriamo con il nostro cuore in comunione con il suo, come un rapporto da cuore a cuore. Ed invochiamo che quel sangue prodigioso si riversi abbondantemente su di noi, a partire dalla testa, incoronata di spine, lungo tutto il nostro corpo.
Fermiamoci un momento in silenzio, inginocchiandoci se possibile. Teniamo lo sguardo sul pavimento, tenendo gli occhi aperti. Spesso è possibile raffiguarsi delle immagini con lo sguardo fisso nel vuoto. Lasciamo che l’immagine del Cristo coronato di spine appaia al nostro sguardo. Adoriamo quella visione. Immergiamo la potenza del nostro cuore in ciò che vediamo. Poi chiudiamo gli occhi, come per “raccogliere” dentro di noi tutto il beneficio spirituale di quanto contemplato. E facciamo penetrare nel nostro cuore questa esperienza.
Diciamo: “Ti ringrazio, Gesù, io non ne ero degno, ma tu mi hai salvato soffrendo per me”.
Ecco, possiamo alzarci in piedi. Riprenderci qualche istante ed iniziare la preghiera del Rosario, invocando prima lo Spirito Santo perché ci accompagni lungo questa preghiera notturna.
Amen.

Edizioni e Cenacolo La Casa di Miriam 24h
Piazza del Monastero, 3 – Torino
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