“Cristo è prima delle sue figure, anche se appare dopo di esse in quanto essere storico” – dal libro di H. de Lubac, Cattolicismo

 

“Il carattere storico della religione di Israele non si comprende in tutta la sua originalità se non per quello che esso è divenuto nella religione di Cristo. Non dimentichiamo che l’ebraismo non ha la sua spiegazione in se stesso.
La Verità, non è forse anteriore ad ogni età? Non è forse quel divino Logos di cui Filone diceva che “è il più antico dei figli di Dio?”. “Mai” – dirà ancora Tertulliano – “l’ombra esiste prima del corpo, né la copia precede l’originale”. Ora, tale è l’originalità sconcertante del fatto cristiano: è la sostanza e il modello, è la Verità la cui ombra e il cui riflesso si trovano nel fatto ebraico anteriore. Umbra Evangelii et Ecclesiae congregationis in Lege. È che il fatto cristiano si riassume in Cristo, il Cristo che, in quanto Messia, aveva da venire e doveva essere storicamente preparato, come il capolavoro è preceduto da una serie di abbozzi ma che, in quanto “immagine del Dio invisibile” e “primo nato di tutta la creazione”, è l’Esemplare universale. Il figlio di David, il desiderato dalle genti è anche quella misteriosa montagna sulla quale Mosè contempla le forme ideali di tutto ciò che doveva istituire per la formazione del popolo di Dio. In quanto trascendente e preesistente, Cristo è prima delle sue figure, anche se appare dopo di esse in quanto essere storico, fatto uomo. È tutta la Legge che dice con Giovanni Battista: “Colui che viene dopo di me, fu fatto prima di me”. Ma, vivente sintesi dell’eterno e del temporale, nelle sue dualità è uno: non si può separare il Cristo preesistente dal Cristo nato da donna, morto e risuscitato. […] Colui che il Padre “in questi ultimi tempi” aveva inviato, è quello stesso per mezzo del quale aveva “fatto i secoli”. Posteriore nella durata, ma anteriore come l’eternità lo è al tempo, Cristo ci appare preceduto dalle ombre e dalle figure che egli ha proiettato da se stesso nel popolo ebreo”. (H. de Lubac, Cattolicismo, ed. it. Jaca Book, vol 7/3, Milano 1978 pp. 123-124)