Sulla conoscenza dello Spirito Santo e la sua potenza “personale” contro il male:

Sulla conoscenza dello Spirito Santo e la sua potenza “personale” contro il male:

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In ambito teologico – giustamente – lo Spirito Santo viene ancora oggi definito “il grande sconosciuto”. E quando qualcuno è “sconosciuto”, difficilmente se ne apprezzano le doti e lo si può amare secondo il suo potenziale. Da un certo punto di vista siamo troppo infatuati da una duplice idea dello Spiristo Santo che in qualche modo ci condiziona nella sua invocazione e conoscenza. La prima è l’idea di “spirito”. Nel pensare allo Spirito Santo soltanto secondo l’accezione (umanissima) di “spirito”, dimentichiamo che Egli è persona, è soggetto divino, non è affatto avulso dalla nostra esperienza corporea sulla terra, tanto che appunto viene a dimorare in noi in modo appunto “personale”, niente affatto “indeterminato” o soltanto – al modo “new age” – “spirituale”. Si tratta infatti di uno “spirito” soggettivo che conosce ogni cosa, ha una sua condizione intellettiva, volitiva divina. Questo spirito che abita in noi non è allora solo un mero “spirito” di bene e di bontà, ma Dio stesso, Sapienza, Consiglio, Vita che viene a vivere in noi e a vivificarci continuamente.

La seconda accezione che in qualche modo ci condizione nella conoscenza dello Spirito Santo è quella che ce lo fa intendere unicamente come “amore” (solitamente inteso come “amore” del Padre e del Figlio). Ma qui occorre che non ci si limiti a una comprensione umana dell’amore. Lo Spirito Santo non è infatti intendibile solo come “legame fra i due divini”, ma come Persona egli stesso, anche qui, inteso come Soggetto divino che conosce, che a sua volta ama, che intende, che non è “spersonalizzato” o fluente di una dinamica “automatica”, ma Coscienza, Volontà, Soccorso. In tal senso quando invochiamo lo Spirito Santo, invochiamo Dio stesso nella sua integralità di Sapienza, di Verità e di Salvezza, e non soltanto uno “spirito” amorfo, quasi che solo il Padre e il Figlio fossero soggettivamente attivi nella nostra esperienza umana, mentre lo Spirito lo fosse soltanto come un “inviato” senza volontà né scelta. Egli è Decisione di Dio, è Conoscenza di Dio, è Intimità di Dio, è Potenza di Dio. E questi viene a noi, abita in noi, ci eleva a Dio estesso. Come dunque può in tal senso opporsi a lui un angelo decaduto? O quale uomo della terra, fosse pure il più potente e astuto? Siamo dello Spirito Santo affinché a nostra volta il cuore e la carne, la nostra vita integralmente siano liberate dal peso della mondanità ed elevate alla vera somiglianza con Dio, nella beatitudine della comunione con lui, senza legami con la carnalità, il peccato, il vizio, il Maligno. Benediciamo allora lo Spirito Santo come si benedice Qualcuno, un Soggetto vero, e non soltanto l’unione di due soggetti che si amano in eterno. Amen

 

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