Il dolore umano e il dolore di Maria

Ci può essere il dolore come realtà dominante in un determinato frangente della propria esistenza; può darsi che alcuni periodi della propria vita diano l’impressione – per la quantità di dispiaceri coinvolti in essi – di non essere altro che un involucro di pura sofferenza. E tuttavia la sofferenza ha un significato, se si riesce a comprenderlo, e questo significato diviene fruttuoso, se una volta compreso, esso diviene anche accolto, accettato, addirittura benvenuto. Il mondo non può capire certi discorsi. Il mondo esorcizza la sofferenza soltanto a sentirla nominare, pur essendo inevitabilmente essa una parte lacerante molte delle sue superbe precognizioni. Il cristiano tuttavia deve avere un altro approccio alla sofferenza. Il suo punto archimedeo rimane Cristo, e Cristo sofferente. Se ha sofferto lui, Dio incarnato, allora anche noi possiamo riuscire a trasformare il nostro dolore – talvolta lancinante – in un’offerta partecipativa al dolore di Cristo. E se Cristo ci pare ancora troppo “in alto” come modello, eccone pronto un altro: sua madre. Il dolore di Maria, infatti, per la purezza e la limpidezza di colei che l’ha vissuto, non ha eguali nell’economia umana. Generare un figlio sapendo di doverlo consegnare alla morte in croce. Generare moltitudini di figli spirituali, sapendo che moltissimi tra questi rinnegheranno Dio e lei stessa come madre, perdendosi per sempre. Il dolore di Maria, che per quanto attiene alla sua esistenza storica si è mantenuto vivente per tutta la sua esperienza in terra, quantomeno dall’annuncio angelico in avanti, sia per noi coraggio, risorsa, sostegno e ragione efficace di speranza di fronte ai tanti dolori che anche noi quotidianamente sperimentiamo, di varia natura. Una madre che ha sofferto sia la nostra guida e il nostro riparo da tutte le possibili nostre personali sofferenze. Sapendo che tutto passa, compresa la sofferenza, e che come dice san Paolo, nulla è quest’ultima, dinanzi alla gloria futura. Amen

Edizioni e Libreria Cattolica La Casa di Miriam

Con Cenacolo 24h

Piazza del Monastero, 3 – Torino

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