Razionalismo ed esegesi

Razionalismo ed esegesi

Dalla conferenza di I.De la Potterie intitolata: “La crisi dell’esegesi contemporanea” – (29/9/1998)

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“[…] È ancora possibile, oggi, un’esegesi cristiana? Paradossalmente, la via per rispondere a questa domanda mi sembra proprio quella di un “ritorno ai Padri”. Non si tratta di raccomandare un puro e semplice recupero della pratica esegetica del medioevo e dei tempi patristici, così come si era sviluppata nei primi secoli. Oggi i contributi della moderna filologia e della precisione critica sono non solo ammessi, ma addirittura richiesti dalla Chiesa nell’approfondimento del testo sacro. Dobbiamo fare, dunque, non solo filologia scientifica ma anche ritorno ai Padri, questa è la proposta per rispondere a questa sfida. Mi riferisco al ritorno allo spirito profondo con cui i Padri si accostavano alla Bibbia: spirito ecclesiale, spirito di fede, ma anche nutrito dalla tradizione della Chiesa. Tale prospettiva libera innanzitutto l’esegesi moderna da quel “dogmatismo critico” che deriva da una concezione illuministica di “ragione” (Kant sta dietro di tutto questo, razionalismo dunque, “la sola ragione e basta”, dice Kant); una ragione chiusa su se stessa intesa come misura di tutte le cose, e non come apertura alla rivelazione che viene dall’alto, da Dio in tutti i suoi fattori. Ma questo non è scientifico! si dice […]”

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