La Vergine della Rivelazione


La Vergine della Rivelazione

Roma, Grotta delle Tre Fontane –

Il 12 Aprile 1947, presso una grotta della via Laurentina, luogo di degrado e di peccato, a poche centinaia di metri dal luogo in cui l’Apostolo Paolo glorificò il Signore con il proprio martirio, nella zona detta “delle Acque Salvie”, la Vergine Maria apparve al tramviere romano Bruno Cornacchiola, trentaquattrenne, fervente anticattolico e ideologo avventista.

Bruno si trovava presso quel luogo, pur non avendo pressoché alcuna istruzione religiosa, proprio con l’intento distruttivo di trovare delle ragioni teoriche, Bibbia alla mano, per dimostrare la falsità dei dogmi mariani e del Primato Petrino. Il suo odio per il Papa sarà da lui stesso rivelato all’allora Pontefice, Pio XII, durante un incontro personale successivo alla sua conversione.

Non sapeva, il Cornacchiola, che proprio servendosi di quel suo particolare zelo antimariano, la Madonna, apparendogli, gli avrebbe fatto una rivelazione fondamentale proprio per la definizione di un dogma, quello dell’Assunzione di Maria, proclamato solennemente il 1/11/1950 con la Bolla “Munificentissimus Deus“.

Durante quest’apparizione, infatti, la Madonna disse così all’incredulo tramviere:

“Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso”.

Cornacchiola, che da fervente anticattolico era divenuto ora un estasiato veggente, si faceva dunque depositario di una “novità” assai significativa per tutto il deposito della fede, dal momento che a quel tempo l’Assunzione di Maria non era ancora ufficialmente un Dogma di fede. Se è vero, infatti, che non fu quest’episodio da se stesso a determinare l’avvento del dogma mariano, certamente esso diede sostegno al proposito del Pontefice di darne una veste finalmente ufficiale.

La Vergine Maria si presentò al Veggente con il nome di “Vergine della Rivelazione“, rivendicando implicitamente come l’intero deposito rivelato sia una testimonianza di Lei.

Il contenuto teologico di quest’apparizione è uno fra i più densi di significato all’interno della vasta economia delle apparizioni mariane, pur trattandosi nella sua sostanza di un unico evento, nonostante altre visioni successive e soltanto “occasionali” della Madonna che il Veggente ebbe presso il medesimo luogo.

La Madonna, infatti, dice di se stessa:

“Io sono Colei che sono nella Trinità Divina”,

e, esortando il Cornacchiola a rientrare nell’Ovile Santo della Chiesa, definisce quest’ultima come:

“La Corte Celeste in terra”

L’apparizione interpella dunque contemporaneamente tre ambiti dell’economia teologica: la Teologia Trinitaria, l’Ecclesiologia e, ovviamente, la Mariologia.

Inoltre, la Vergine Maria ribadisce il valore dell’espressione paolina di Rm 11,29: “I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili“, mediante un’implicita ma decisiva referenza alla vita stessa del Cornacchiola. Ella, infatti, dice al Veggente:

“Il giuramento di Dio è e rimane immutabile”,

riferendosi alla pratica, pur compiuta controvoglia e solo per zittire la moglie, dei primi nove Venerdì del mese ad opera dello stesso Cornacchiola. In questa prospettiva, la Madonna conferma apoditticamente il valore delle apparizioni avvenute tra il 1673 e il 1675 ad una giovane religiosa del Monastero dell’Ordine della Visitazione, Margherita Marie Alacoque, presso Paray le Monial. Questa giovane esperì in diversi momenti alcune apparizioni di Gesù e di Maria e, proprio nel corso di una di queste, Gesù le promise che:

“Nell’eccesso della mia misericordia, io prometto che il mio Amore Onnipotente concederà, a tutti coloro che si comunicheranno al primo Venerdì del mese, per nove mesi consecutivi, la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà il loro asilo sicuro in quell’ora estrema”.

 

                  (Nella foto: la Grotta, retro)

 

La Madonna, dunque, attraverso l’Apparizione al Cornacchiola si pone in linea di radicale continuità con la Tradizione della Chiesa ed al contempo apre la porta ad un’importante novità teologica, seppur già da secoli sostenuta da diversi ambiti teologici, ossia la verità dogmatica della sua Assunzione.

Con la sua dolcezza materna, Maria esorta il suo veggente a quel cambiamento di vita che in lui sarà tanto profondo quanto immediato. Le sue parole, che peraltro gli suggeriranno la maniera per rendere nota pubblicamente l’avvenuta apparizione, preludono tuttavia il difficile cammino della Chiesa negli anni futuri e soprattutto il triste presagio, come lei stessa afferma:

“La scienza rinnegherà Dio”

La promessa di Maria, tuttavia, è consolante e gioiosa. Come, infatti, quel luogo famoso per i suoi eucalipti è stato sede di peccato e di malaffare, ora Maria dice:

“Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli”.

Ad oggi, non a caso, sono già tantissime le testimonianze di guarigioni spirituali e corporali avvenute proprio presso quel luogo, ricorrendo all’intercessione della Vergine della Rivelazione.

Anche noi della Casa di Miriam ci siamo recati in preghiera proprio lì, in Via Laurentina 400, presso la “Grotta delle Tre Fontane”, e possiamo testimoniare la forza spirituale, nella semplicità della natura, che da quel luogo mariano si diffonde nel cuore umano.

                       (Nella foto: la Grotta, passeggiata con ex-voto)
 
 
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