Lo scriba di cui si parla nel Vangelo di Matteo (Mt 13,52), è Matteo stesso?

Lo scriba di cui si parla nel Vangelo di Matteo (Mt 13,52), è Matteo stesso?
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Dice il testo: “Perciò ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei cieli è simile a un padrone di casa, che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).

Il fatto che l’Evangelista Matteo riporti questo detto di Gesù, fa pensare alcuni studiosi che in realtà Gesù stia parlando dello stesso Matteo. Partendo dal presupposto che certo, la parola di Gesù ha un senso qui più universale e non è monodirezionale, cioè riferibile ad un singolo ed esclusivo soggetto, questi studiosi sembrano poter avere ragione. Già in quanto al proprio nome, ad esempio, è soltanto Matteo a fornircelo in quanto tale: gli altri Evangelisti adoperano il nome di Levi (a sua volta oggetto di studi e di discordie esegetiche sulla sua parentela con Matteo: è lo stesso personaggio? Significa che Matteo appartenesse alla tribù di Levi? Era semplicemente il nome originario di Matteo, poi mutato da Gesù stesso in “Matteo”?, ecc.)

Anche sul suo essere un “pubblicano”, e quindi “un peccatore” (nel senso ebraico peggiorativo del termine), è ancora lo stesso Matteo ad enfatizzare la questione. Quando Gesù dice ai farisei: “Non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori”, è la voce narrante di Matteo a porre in evidenza questa condizione di peccato.

La sua stessa “professione” antecedente la propria vocazione, quella propriamente detta di “pubblicano”, sottintende una particolarità “tecnica” da parte di Matteo nell’essere capace di “collezionare” informazioni, dati, “scritti”, relativi appunto all’esecuzione e all’evasione “fiscale” del suo stesso popolo, e come sappiamo ciò avveniva in maniera forfettaria e, molto spesso e peggiorativamente, fraudolenta.

Dunque il “mestiere” di quel “pubblicano”, non sorprenderebbe avere una parentela con quello dello “scriba”, che lo stesso Matteo dichiara che – una volta convertito – estrae dal proprio tesoro cose nuove e cose antiche.

Non è una verità ipso facto. Tuttavia questa teoria ha un suo ragionevole fondamento.

Amen

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