I segreti di Medjugorje e il fondamentalismo contemporaneo

– I segreti di Medjugorje e il fondamentalismo contemporaneo –

Regina della Pace

di Francesco Gastone Silletta – © Edizioni La Casa di Miriam Torino

“Il sottofondo religioso intrinseco all’incitamento all’odio, alla discriminazione ed alla violenza che dai pulpiti fondamentalisti si estende ormai sino a lidi impensabili, invadendo e condizionando persino le coscienze di giovani leve occidentali, sì da raccogliere consensi di adesione formale laddove il terreno sembrerebbe decisamente ostile, impone ai credenti di saper traslare gli attori in scena su un evidente e distinto binario di interpretazione trascendente, procedendo oltre le metrature socio-politiche puramente umane. Non si tratta infatti di una fra le tante fenomenologie belliche della storia umana, né di un ulteriore sopravvento dell’animalesco sul razionale in seno alla natura umana, già storicamente esperito e testimoniato dapprima in determinate e singole figure, poi, come per trasmissione ereditaria, nei rispettivi popoli e nazioni.
No. Il fondamentalismo odierno è molto più profondo e radicato, poiché intacca la stessa condizione spirituale dell’uomo, ossia la più elevata dote antropologica in ordine all’umana dignità. Uno spirito libero divenuto evidentemente schiavo delle altrui direttive, sordo al linguaggio della Grazia ed incredibilmente recettivo, per contrasto, al richiamo dell’odio e dell’inimicizia. Uno spirito che si espande rapidamente fra le persone, cui basta un semplice richiamo guida, urlato fra i campi di concentramento dell’egoismo e del fanatismo autoreferenziale, per ritrovarsi compatte in un sistema di compartecipazione alla distruzione di massa, per quanto l’effettiva resa dei conti non giovi concretamente a nessuna di loro, se non in termini di morte prima o poi.
Il credente, e specifichiamolo, il credente in Cristo Signore della storia, ha il dovere di discendere verso il basso, umilmente, non di seguire la medesima perversa traiettoria ascensionale del fondamentalismo contemporaneo. Soltanto questa profondità di abbassamento gli permetterà di scoprire proprio laggiù, nel più abissale dei bassifondi, il Cristo Redentore, misericordioso e pietoso, che ancora rimanda l’ora della sua gloriosa parusia e del suo giudizio definitivo sull’umanità, ponendosi al servizio di una paziente e redentrice attesa, il cui più amorevole strumento di propagazione è costituito dalla mediazione materna in seno alle vicende umane.
Medjugorje, ecco l’ultimo appello al mondo di Colui che non tarderà a rivelare la propria Giustizia. Trentaquattro anni, più il tempo che ancora potrà seguire, non sono due giorni. Corrispondono già ad un tempo maggiore degli anni spesi da Cristo sulla terra, all’inseguimento dei peccatori, dei malati, dei confusi. Ora il tempo stringe e la Madonna palpita. Altro che Madonna chiacchierona. Chi può fermare il grido di una Madre di fronte allo sconvolgimento ed alla perdizione dei propri figli, inesorabilmente ostili rispetto al progetto divino che riguarda la loro stessa salvezza eterna?”

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