“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” – (Gv 15,13)

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” – (Gv 15,13)

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Questo è il modo di parlare dell’amore intrinseco al linguaggio del nostro Maestro, non a quello di un profeta o di un mistico qualunque. Un modo di parlare divenuto concreto nell’atto estremo del suo amore per noi, realizzato sulla croce, non restando quindi appeso al fascino di inutili teorie.
Noi siamo suoi “amici” (Gv 15,15). Nel linguaggio comune, tuttavia, questa parola ha un senso molto meno profondo di quello con il quale Gesù la utilizza qui. Innanzitutto per il carattere di reciprocità che essa sottintende. L’amico è colui che risponde all’amicizia. L’amato, invece, non necessariamente risponde all’amore. Infatti ci chiama suoi amici, non suoi amanti. E tuttavia questa amicizia viene testimoniata da un atto d’amore, e un amore più grande, non da un puro atto di amicizia. Dice infatti Gesù: “Nessuno ha un AMORE più grande di questo”. Questo perché l’amore trascende l’amicizia da un punto di vista della sua estensione, cioè del termine a cui si riferisce.
Gesù stesso si appella qui all’amore comprensivo anche dei “nemici”. Se così non fosse, contraddirebbe se stesso laddove ci inviti ad amarli (Mt 5,44). Quindi l’amore più grande, quello di colui che dà la propria vita per i propri amici, in realtà è “più grande” proprio alla luce dell’inclusivo monito di Gesù ad amare anche i nemici. Gli “amici”, poi, sono coloro che risponderanno positivamente all’atto d’amore ricevuto. Ma l’amore in atto, da parte di Gesù, di per se stesso trascende l’una e l’altra possibilità di risposta.

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