“Gli uomini fanno sempre accusa agli innocenti del male che essi, peccatori, si creano. Accusano Dio stesso, perfetta Innocenza e Bontà suprema…” (M. Valtorta, L’Evangelo come mi è stato rivelato, Vol. 9, Cap. 596, n. 44)

“Gli uomini fanno sempre accusa agli innocenti del male che essi, peccatori, si creano. Accusano Dio stesso, perfetta Innocenza e Bontà suprema…” (M. Valtorta, L’Evangelo come mi è stato rivelato, Vol. 9, Cap. 596, n. 44) ***

Queste parole, nell’opera valtortiana, Gesù le proferisce davanti ai suoi discepoli (non solo i dodici Apostoli), nel contesto del suo cosiddetto “discorso escatologico”, che secondo la Valtorta stessa è stato pronunciato da Gesù su un pendio del monte degli Ulivi tre giorni avanti la sua morte. In se stesso, questo discorso – secondo la redazione valtortiana – è molto utile perché svela alcuni misteri e solo apparenti contraddizioni rinvenibili nei Vangeli Sinottici, dove pure esso compare. Alcuni dettagli, come ad esempio quello della distinzione fra ciò che attiene alla profezia della distruzione del Tempio di Gerusalemme, alla fine del mondo e al ritorno di Gesù, non sono immediatamente deducibili – per una serie di ragioni che qui non trattiamo – dalla sola redazione sinottica. Matteo, ad esempio, unisce distruzione del Tempio e fine del mondo in uno stesso contesto testuale, Luca no: alcune apparenti discordanze complicano un po’ l’immediata comprensione dei testi Evangelici su questo discorso escatologico. La Valtorta opera una chiarificazione esemplare, poiché ogni parola di Gesù viene parafrasata secondo il suo immediato e originario ordine di appartenenza: una cosa è la descrizione dei falsi cristi che verranno dopo la morte di Gesù, un’altra cosa sono le profezie di guerre, insurrezioni e terremoti nei tempi ancora “apostolici”, un’altra cosa ancora è quella dell’abominio della desolazione in atto e, infine, un’ulteriore distinta cosa è quella della distruzione del tempio nei suoi dettagli profetici. Tutto un altro ordine profetico, nelle parole di Gesù, ha invece – secondo la Valtorta – il discorso sulla fine dei tempi e sul ritorno glorioso di Gesù. Ad ogni modo, ciò che qui analizziamo, è questa parte iniziale del discorso escatologico di Gesù, che mira sostanzialmente al tempo che va dalla sua dipartita presso il Padre alla distruzione futura del Tempio di Gerusalemme. In questo lasso temporale, dice Gesù, Satana agiterà gli animi, istigando uomini suoi sudditi a fingersi per il Cristo, operando con il suo potere prodigi e atti portentosi. I discepoli sono messi in guardia dal non cadere nella trappola del Maligno, che raffredderà in molti la carità e susciterà falsi profeti. Gli effetti dei “prodigi” del Maligno sono infatti sempre negativi, producendo paura e agitazione. Per questo, molti – dice Gesù – interpreteranno gli avvenimenti di quel tempo come “segni della fine”, ma non sarà davvero la fine. E molti accuseranno i discepoli di Cristo di essere con le loro dottrine la causa di tutti quei mali, sino a perseguitarli e ad ucciderne alcuni. Questo perché – dice ancora Gesù – “gli uomini fanno sempre accusa agli innocenti del male che essi, peccatori, si creano. Accusano Dio stesso, perfetta Innocenza e Bontà suprema”. È in questo momento iniziale del suo discorso escatologico che Gesù pronuncia la famosa frase – presente anche nei Sinottici – secondo cui chi avrà perseverato fino alla fine, si salverà.

Ora, possiamo trarre un insegnamento attuale per noi oggi da queste parole di Gesù. Anche oggi, infatti, accade che si dia la colpa agli innocenti dei mali prodotti dai colpevoli, e che spesso i primi siano perseguitati dai secondi. Accade, inoltre, che si coinvolga Dio stesso nelle accuse di ciò che di male accade nel mondo o nella propria vita personale. Questo dipende da una non conoscenza di Dio e dell’insegnamento di Gesù, non abitando la carità autentica nei nostri cuori. Spesso non vediamo il male che noi stessi facciamo o le conseguenze di un male fatto in passato, e tendiamo ad incolpare qualcun altro, fosse pure Dio stesso, della negatività che ci deriva da tutto ciò. In realtà, con uno spirito di umiltà e di sopportazione, sarebbe più semplice benedire Dio e chiedere perdono, nonché l’aiuto a vivere in grazia, piuttosto che muovere battaglia contro gli altri o Dio stesso, incolpando loro di accadimenti personali. L’aiuto dello Spirito Santo ci sostenga, affinché possiamo anche noi perseverare fino alla fine, nella nostra volontà cristiana, e amare Gesù come conviene, salvando noi stessi e pregando, anziché maledicendo, per tutti quelli che avvertiamo come nostri oppositori. Amen

*** ©CIPREL – Centro Internazionale di Preghiera Laicale – Ispirato agli scritti di Scritti di Valtorta – Edizioni Cattoliche La Casa di Miriam
Piazza del Monastero, 3 – Torino
Tel. 3405892741

 

 

Pubblicato da lacasadimiriam

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